mercoledì 10 settembre 2014

Il Grande Slam del 2014

Gli otto vincitori delle prove del Grande Slam 2014 @ Australia Tennis
Cilic e Nishikori interrompono il Grande strapotere Slam di Roger-Rafa-Novak. Quando Serena Williams è in forma, il titolo è già assegnato. Male gli italiani.

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter - web writer

Una nuova annata di tornei del Grande Slam si è appena conclusa. In campo maschile i verdetti sono quasi sempre stati i soliti con la sola e unica novità venuta dai recenti US Open dove per la prima volta dagli Australian Open 2005 (finale Safin-Hewitt) non è arrivato all'ultimo atto almeno uno tra Roger Federer, Novak Djokovic e Rafael Nadal.

Se a Melbourne un malconcio Nadal si è inchinato da campione a Wawrinka, a Parigi lo spagnolo ha conquistato il nono titolo ai danni di Djokovic. Il destrorso serbo si è rifatto sull'erba londinese vincendo una storica finale contro il “maestro” Federer. A Flushing Meadow invece, proprio Novak e Roger, quando si pensava già alla rivincita, si sono fermati in semifinale rispettivamente contro Kei Nishikori e Marin Cilic, con quest'ultimo che si è poi aggiudicato il torneo infliggendo al nipponico un triplice 63.

Anche nel femminile, a dispetto di nuovi volti impostisi (su tutti la rumena Simona Halep, oggi n. 2 del ranking mondiale) all'attenzione mondiale, a trionfare sono stati nomi già noti. Fatalità, tutte tenniste già vincitrici su quegli stessi campi, o quasi. Dopo due finali perdute (2011, 13) infatti, la cinese Li Na ha finalmente coronato il suo sogno di regina d'Australia piegando l'arrembante slovacca Dominika Cibulkova 76 60, e conquistando così il suo secondo titolo Slam.

Nel secondo appuntamento del 2014, sulla terra parigina, Maria Sharapova ha piegato a fatica la già citata Halep 64 57 64, portandosi a casa per la seconda volta la coppa Suzanne Lenglen. Altro bis sull'erba. A distanza di tre anni dal primo successo (2011), la ceca “più o meno rinata” Petra Kvitova si è ripresa il trono di Wimbledon ai danni della canadese Bouchard con un perentorio 63 60.

Infine non poteva mancare lei, l'invincibile “quando gioca sul serio” Serena Williams. Dopo un torneo praticamente perfetto, la possente americana si è portata casa il sesto titolo degli US Open ai danni dell'amica Caroline Wozniacki (63 63), incamerando il 18° titolo del Grande Slam, ed eguagliando così le imprese delle leggende Chris Evert e Martina Navratilova che proprio insieme l'hanno premiata.

Capitolo italiani. A pochi giorni dalla semifinale di Coppa Davis tra gli azzurri e la Svizzera di Federer & Wawrinka sul cemento indoor di Ginevra, c'è ben poco di cui applaudire. Aldilà del far parlare di sé per le scenate in campo e pessime figure contro avversari più forti e modesti, il tanto pompato Fabio Fognini non è andato oltre un misero 4° turno raggiunto agli Australian Open. Smaltito l'esagerato incenso per aver superato un più che modesto Murray sulla terra rossa casalinga “Davisiana”, il resto della stagione e degli Slam è stato all'insegna della mediocrità più assoluta, così come il resto della squadra maschile.

Diversa (come sempre ormai) la realtà del tennis femminile. Sara Errani è n. 12 della classifica WTA ma aldilà di buoni risultati (finale a Roma), è fin troppo palese che non sarà mai una di quelle tenniste che resteranno negli annali (internazionali) di singolare. Qualcuno parla di centimetri che le mancano. Per la cronaca sono appena 4 in meno di Simona Halep, la cui mobilità sul campo e incisione di colpi non sono neanche lontane parenti degli omologhi della tennista bolognese.

Aldilà dell'exploit americano di Indian Wells, la brindisina Flavia Pennetta ha condotto una stagione altalenante, specchio fedele della propria carriera. Le soddisfazioni per il tennis femminile sono venute nel doppio con la coppia Errani/Vinci, numero 1 della specialità. Dopo il bis consecutivo all'Australian Open, hanno centrato l'ultimo torneo dello Slam che ancora gli mancava, Wimbledon. Nuova partner per la Pennetta intanto, l'ex-numero 1 del mondo Martina Hingis. La coppia italo-elvetica ha subito conquistato la finale degli US Open, superate però in rimonta dall'esperta coppia russa Makarova/Vesnina.

Chiudo su questo ultimo punto chiarendo una volta per tutti cosa è e cosa non è. Chi vince ha sempre ragione, ma bisogna anche capire dove e contro chi si ottengono i successi. Da anni ormai la specialità di doppio così come la Coppa Davis e la Fed Cup sono competizioni di serie B rispetto al singolare, l'unica e indiscutibile realtà che interessi i campioni maschi e femmine.

Sara Errani e Roberta Vinci hanno conquistato tutte le prove del Grande Slam in doppio. Hanno fatto qualcosa di notevole ma non appena si ritireranno, solo il pubblico italiano si ricorderà di loro. Di una come Maria Sharapova invece, ultima vincitrice in ordine temporale di tutte le prove del Grande Slam in singolare, ancora si parlerà tra trent'anni e più. In Russia, in Italia e ovunque.

l'ancora acerbo Fabio Fognini
US Open 2014 - la finalista Caroline Wozniacki e la vincitrice Serena Williams

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