lunedì 24 febbraio 2014

Rio Open, a lezione da Alexandr Dolgopolov

Rio Open 2014, Alexandr Dolgopolov in azione
Il tennista ucraino Alexandr Dolgopolov è l’unico tennista al mondo capace di perdere contro Nadal e dare l’impressione che avrebbe potuto stravincere.

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter – web writer

Faccia da adolescente incazzato. Talento cristallino. Una sensibilità di mano che nemmeno re Roger possiede. Colpi fantastici ed errori grossolani da ogni parte del campo. Il suo nome è Alexandr Dolgopolov, il tennista ucraino sceso in campo ieri nella finale del torneo ATP 500 Rio Open (15-23 febbraio) con un nastro nero in segno di lutto per i suoi connazionali periti negli scontri dell’ultima settimana.

Slice di dritto sulla risposta, un colpo quasi estinto. Palle corte. Accelerazioni. Dolgopolov dopo quasi un anno e mezzo torna in finale in un torneo ATP. Il risultato però è stato identico. Se nell’ottobre 2012 si era inchinato nell’ultimo atto "terraiolo" di Siviglia contro lo spagnolo Ferrer, a negargli questa volta la gioia del terzo titolo in carriera (dopo Umago 2011 e Washington 2012), è stato l'indiscusso numero 1 del mondo Rafael Nadal, che sempre sulla terra battuta, questa volta a Rio de Janiero in Brasile, lo ha superato 63 76.

Dopo essere salito a ridosso della top ten, prima dell’inizio del torneo carioca a cui ha assistito anche l'ex-capione del mondo di calcio Ronaldo, Alexandr era numero 54 del mondo. Il funambolico tennista ucraino ha iniziato il torneo al Jockey Club Brasileiro eliminando lo spagnolo Almagro 26 63 60. Più complicato il match successivo, contro l’argentino Facundo Bagnis con cui la spunta ancora una volta in rimonta 67 62 76. Ai quarti di finale trova l’italiano Fabio Fognini, finalista la settimana scorsa alla Copa Claro di Buenos Aires. Non c’è partita, Dolgopolov lo stende 61 61.

In semifinale un cliente proibitivo, lo spagnolo David Ferrer, finalista al Roland Garros e numero 4 del mondo. L’imprevedibile ucraino però  sbalordisce tutti e lo elimina con un doppio 63. Poi come detto, l’epilogo perdente contro Nadal ma è stata battaglia vera. L'ucraino punge con potenza inaudita. Tira montanti e colpisce a vuoto. Genio e sregolatezza.

Sul 4-2 Nadal nel primo set, l'ucraino ha tre palle break per rientrare ma lo spagnolo è bravo e porta a casa la partita. Quando i giochi sembrano fatti e Rafa va sul 5-4 a servire per il match, TheDolgo si conquista un'unica palla break e la sfrutta a dovere. Tiene il servizio a 15, e si guadagna almeno il tie-break. Nadal è impassibile (tic mostruosi a parte) e si arriva dunque sul 6 pari. Dolgopolov commette errori gratuiti e il numero uno del mondo si prende il 62° titolo in carriera. Ma questo è un passo avanti per la condizione e il morale di Alexandr.

Dolgopolov spara da tutte le posizioni del campo. Risponde spesso e volentieri con saette. A 25 anni compiuti è ancora incapace di dosare il suo straordinario talento. Nelle prove del Grande Slam ha raggiunto al massimo i quarti di finale agli Australian Open, nel 2011. Troppo poco. Davvero troppo poco per un giocatore che potrebbe scrivere pagine importanti di una disciplina a dieta stretta di genio e creatività, e sempre più in mano alle grinfie di robotici “sparapalle fondocampisti”.

Alcune fasi della finale del Rio Open 2014 tra Dolgopolov e Nadal

Rio Open 2014Alexandr Dolgopolov in azione
Rio Open 2014,  il finalista Alexandr Dolgopolov e il vincitore Rafael Nadal
Rio Open 2014Alexandr Dolgopolov in azione

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