lunedì 17 febbraio 2014

I veri "sfaceli" di Fabio Fognini

Buenos Aires, Copa Telmex - Fabio Fognini in azione
Fabio Fognini è l'atleta di punta del tennis maschile italiano ma al momento non v’è traccia di alcuna grande impresa. I campioni da sfaceli veri sono altri.

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter – web writer

Reduce dalla finale perduta in terra argentina contro David Ferrer, l'azzurro Fabio Fognini è numero 14 della classifica ATP. A quasi 27 anni il tennista ligure ha vinto appena tre titoli in singolare e due in doppio. Il massimo risultato in un torneo del Grande Slam sono stati i quarti di finale al Roland Garros 2011, nel 2011. A Melbourne ha raggiunto gli ottavi di finale solo quest’anno mentre a Wimbledon e US Open non è mai andato oltre il 3° turno.

Alla sua stessa età, lo spagnolo Rafael Nadal numero 1 del mondo aveva già conquistato tutti i tornei del Grande Slam, alcuni dei quali più volte: Australian Open (2009), Roland Garros (2005-08, 2010-12), Wimbledon (2008, 2010) e US Open (2010) senza contare poi i vari ATP Master 1000. Ecco, questi sono dati da sfaceli.

Di Fognini si parla (troppo) spesso evidenziando la sua “incredibile” striscia di vittorie sulla terra battuta nel 2013, seconda solo a Nadal. Il dato è indubbio, quello però che non viene mai specificato è una "certa differenza" tra i risultati dell tennista spagnolo e quelli dell'italiano.

Nel 2013 Fognini ha conquistato l’ATP 250 Mercedes Cup di Stoccarda e l’ATP 500 di Amburgo. Inoltre è arrivato in finale a Umago dove ha perso in modo netto contro lo spagnolo Robredo. Tornei questi di fascia medio/medio-bassa. Di tutte queste sfide affrontate, i soli giocatori degni di vera menzione sono il tedesco Tommy Haas (n.12), sconfitto due volte, il francese Gael Monfils (23) e il già citato Robredo (17).

Nadal nel 2013, oltre a due tornei minori (Sao Paulo e  Acapulco), ha perso contro Djokovic la finale di Montecarlo. Si è rifatto vincendo a Barcellona (finale contro Almagro), Madrid (finale contro Wawrinka), Roma (finale contro Federer) e per chiudere alla grande, trionfa per l’ottava volta al Roland Garros battendo Fognini al 3° turno, Djokovic in semifinale e il connazionale Ferrer (n. 5 del ranking) in finale.

Già, proprio quel David Ferrer che ieri si è preso il primo successo stagionale sulla terra rossa della Copa Telmex di Buenos Aires (terzo successo consecutivo), togliendo a Fognini la gioia del bis dopo il Royal Guard Open Chile 2014, ennesimo torneo di fascia medio-bassa dove ha superato Robredo in semifinale e in finale ha passeggiato (64 62) sull’argentino Leonardo Mayer (n. 58 atp).

Vincere fa morale, e soprattutto punti. Ne sa qualcosa anche la collega azzurra Sara Errani, ora numero 10 della classifica WTA ma capace di arrivare fino alla 5° posizione grazie a partecipazioni mirate a tornei non di prima fascia, e così conquistando nel solo 2012 quattro allori oltre alla finale al Roland Garros. Da allora Sara ha saputo ripetersi solo nel modesto Abierto Mexicano Telcel di Acapulco.

Fabio Fognini può diventare un campione. Ma fino a oggi non ha vinto nulla di grandioso. Nulla che possa far parlare di “sfaceli” come invece certe bocche larghe poco professionali e  troppo tifose si ostinano a evidenziare. Il ligure ha forza e talento, ma come lui ce ne sono tanti. Vincere un torneo è una cosa, diventare campioni un’altra.

Per chi non lo sapesse infine, “l’impresa di Coppa Davis in Argentina” di cui parlava il quotidiano La Gazzetta dello Sport nell’articolo a pag. 41 dell’edizione di sabato 15 febbraio 2014, sono le vittorie ottenute contro Juan Monaco (n. 42 ATP) e l’ancor più pericoloso Carlos Berlocq (n. 48), tennisti che in carriera non hanno mai vinto nemmeno un torneo.

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