giovedì 10 ottobre 2013

Annulliamo l’ATP Finals e il WTA Championships 2013

da sx: Nadal, Williams, Djokovic, Azarenka
Che senso ha far disputare il WTA Tour Championships e l’ATP World Tour Finals? Vincono sempre loro. Facciamo allora giocare Rafael Nadal contro Serena Williams e Victoria Azarenka contro Novak Djokovic.

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter – web writer

"Vittoria a tavolino ai Masters per i primi della classifica per manifesta superiorità". Provocazione giornalistica o qualcosa di follemente-realmente ipotizzabile? A ben guardare l’attuale (deludente) stagione tennistica, c’è ben poco da ironizzare nel circuito ATP e WTA.

Se si esclude il trionfale exploit di Marion Bartoli nel torneo di Wimbledon, favorito comunque da ritiri eccellenti e inspiegabili uscite precoci dal torneo, tanto nel circuito maschile quanto in quello femminile non vi è stata alcuna impresa eclatante ma solo la “dittatoriale” conferma che i numeri 1 si sono ulteriormente migliorati e tutti gli altri hanno fallito.

lo scozzese Andy Murray s'impone a Wimbledon
Nessuno vuole sminuire le imprese dei top player, ma è innegabile che dalla 4° posizione in poi delle rispettive classifiche, il solco tracciato sia attualmente invalicabile.

Agli Australian Open si è confermato per la 3° volta consecutiva Novak Djokovic (finale contro Andy Murray). A Parigi è stata la volta del recordman Rafael Nadal che ha alzato il trofeo del Roland Garros per l’ottava volta su nove edizioni. Sull’erba londinese di Wimbledon, revival dell’ultimo atto australiano con vittoria però del suddito Andy di Sua Maestà, in una delle finali più noiose che si ricordi e il gioco a rete tragicamente "desaparecido". Infine la degna conclusione dell’anno 2013. Gli US Open, contesi tra Nadal e Djokovic (e chi se no), con il successo in quattro set per lo spagnolo, oggi fresco neo-numero 1 del mondo.

Basterebbero solo questi pochi dati, senza entrare nemmeno nei dettagli del gioco sul campo, per suggerire a tutta la ciurma inseguitrice di rivedersi e/o cambiare strategie.

Lo spagnolo David Ferrer, da migliore dei secondi qual è, è stato l’unico capace d’infilarsi nel riservatissimo club dei finalisti 2013 nelle prove del Grande Slam, salvo poi rimediare una batosta (36 26 36) dal connazionale Nadal che non si è certo lasciato intimorire, ma anzi gli ha fatto ben capire quale fosse il suo posto.

Roger Federer
Di tutti gli altri, dall’argentino Juan Martin Del Potro al sempre più deludente Jo-Wilfried Tsonga, passando per Gasquet, il canadese Raonic e lo svizzero Wawrinka, al massimo qualche successo, lontano comunque anni luce dal far vedere qualcosa di definitivamente concreto.

Discorso a parte per Roger Federer. È scivolato fino alla 7° posizione. Ha vinto un solo torneo nel 2013, sull’erba teutonica di Halle. Come solo gli capitò nel 2011 a partire dal 2002, non ha centrato nemmeno una prova dello Slam. Ma cosa si può chiedere a un uomo che ha incantato con il suo tennis e collezionato 17 titoli Slam?

Se il tennis maschile dunque è solidamente in mano al triumvirato Nadal-Djokovic-Murray con l’ex-dittatore Federer in calo fisiologico (ha 32 anni passati), ancor più preoccupante è la situazione nel tennis femminile dove è stata imposta la legge del 1+2, ossia Serena Williams + la coppia Victoria Azarenka & Maria Sharapova. Dietro di loro, il nulla.

il ciclone americano Serena Williams
Come per il maschile, anche nel tennis in rosa la 4° posizione della classifica è emblematica ed occupata nello specifico dalla più che sopravvalutata tennista polacca Agnieszka Radwanska. Nella recente semifinale del China Open di Beijing è stata ridicolizzata da Serena, che a dispetto del mal di schiena, l’ha polverizzata 62 62 portandola quasi alle lacrime.

Agnieszka, come la stragrande maggioranza delle colleghe, non ha alcuna idea di come contrastare le bordate di Williams, e le sue varianti di gioco non vanno molto oltre qualche improvvisa accelerazione e sporadiche palle corte.

Decisamente sotto tono l’annata di Sara Errani, capace di vincere appena un torneo (e non certo dei più prestigiosi), ma soprattutto mettendo in evidenza limiti tecnici e psicologici che la potrebbero farla scendere di classifica molto velocemente a partire dal 2014. Sterili sussulti anche dell’altalenante mancina ceca Petra Kvitova e poco altro.

Ennesima stagione deludente infine anche per l’ex-numero 1 del mondo Caroline Wozniacki. Nessuna affermazione nel 2013 ma una sola finale, al BNP Paribas Open di Indian Wells, dove ha racimolato appena quattro game contro Maria Sharapova che si è facilmente imposta col punteggio di 62 62.

Annuncio per il 2014: cercasi reali avversari per “quelli là” in cima alla classifica ATP e WTA.

Australian Open 2013 - i vincitori Novak Djokovic e Victoria Azarenka

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