domenica 26 maggio 2013

Jerzy Janowicz, un nuovo Sampras?

il tennista Jerzy Janowciz
Chi sarà il nuovo re di Parigi? Riuscirà il Djoker a mettere la parola fine all'egemonia spagnola di Rafael Nadal? Intanto però, sulla terra romana un giovane polacco  ha fatto vedere i sorci "rossi" al Roger Express.

di Alberto Spinazzi

Il cammino di Roger Federer verso la finale del Masters 1000 di Roma è stato segnato dall’incontro nei quarti con un giovane giocatore molto promettente, Jerzy Janowicz

Il polacco, attualmente n. 23 al mondo, ha superato al 1° turno uno specialista della terra battuta, Santiago Giraldo (75, 62), poi l’eterna promessa incompiuta Jo-Wilfried Tsonga (64 76) e agli ottavi Richard Gasquet con una partita combattutissima vinta per 36 76 64, dove dopo aver perso il primo set ha tirato fuori il meglio del suo repertorio e della sua grinta. 

Il suo modello è Pete Sampras e il registro dei suoi colpi, a parte il rovescio bimane che alterna allo slice, lo dimostra pienamente. La partita contro Gasquet è stata l’unica, a parte naturalmente quella persa contro Federer, dove ha ceduto un set ed è quindi un ottimo banco di prova per l’analisi del suo gioco.

Jerzy Janowicz è, a differenza di molti suoi colleghi, molto magro e alto e ciò lo dota di un grande gioco di gambe, simile a quello di Nadal. Cerca insomma di prendere tutte le palle. Questo dinamismo lo aiuta, oltre al gran servizio, a diversificare il suo gioco (alla pari dell’Agassi più maturo, oserei dire) caricando un potente rovescio bimane ma attaccando spesso con il rovescio tagliato, colpo che utilizza spesso per le smorzate, costringendo l’avversario a rete per poi passarlo.

Il passante di dritto a rete è il suo colpo più enigmatico e particolare: liftando la palla ne esce un tiro a effetto molto alto per un passante a rete, dove ci si aspetterebbe una palla bassa, più difficile da prendere. Sembra quasi che voglia illudere l’avversario di sbagliare il colpo. Il dritto rimane infatti il suo colpo migliore e lo si vede anche quando serve da sinistra e si sposta il più possibile per non dover rispondere di rovescio. Per il resto predilige il gioco incrociato.

Per gli appassionati il nome di Janowicz non può che essere legato al torneo di Parigi – Bercy del 2012, dove da qualificato arrivò fino in finale, battendo Andy Murray e perdendo poi da David Ferrer. Quando Jerzy Janowicz, Grigor Dimitrov, Benoit Paìre matureranno vedremo una nuova generazione di campioni.

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