venerdì 7 dicembre 2012

LGS SportLab, crescere per vincere

Roland Garros '84, John McEnrore perde le staffe
Il formidabile John McEnroe sta dominando il rampante Ivan Lendl nella finale del Roland Garros 1984. Due mondi e modi di vivere il tennis. Genio contro tecnica. Il match è in una fase critica. Nonostante lo svantaggio di due set a zero, il tennista cecosclovacco non batte ciglio. Aspetta la sua occasione per risalire. Il mancino americano sempre molto poco controllato gradisce poco il rumore da una cameraman, e glielo va a urlare in faccia. Inizia la discesa. Si susseguono gli errori gratuiti, fino al tracollo e la sconfitta. Persino sul match point dell’avversario Mac sbaglia una facilissima volee di diritto. È questo uno dei più celebri e drammatici episodi nella storia del tennis dove la mente fece precipitare il corpo. E non c’è risalita possibile senza scomodare lo stesso piano. Una sconfitta può segnare un’intera carriera. Una debole tenuta mentale può far cadere anche i più celebrati campioni. E una volta finita la carriera, che succede? Un atleta vive molti momenti difficili. Si è parlato anche di questi delicati aspetti in occasione della II edizione della Grande Sfida, il 1 dicembre scorso presso la sala stampa del Mediolanum Forum di Assago (Mi). Prima che iniziassero i tre match esibizione con protagoniste Ana Ivanovic, Maria Sharapova, Roberta Vinci e Sara Errani, LGS SportLab, società di servizi di formazione, coaching e consulenza per atleti, staff tecnici e società sportive, ha presentato i risultati di LGS gets into the game, progetto ideato per accompagnare alcuni sportivi nell'importante appuntamento dei Giochi di Londra 2012.

(da sx) A. Perez, T. Cagnotto e T. Rinaldi
Nei mesi che hanno preceduto la 30° edizione delle Olimpiadi infatti, LGS SportLab, in collaborazione con Olio Cuore, ha lavorato a stretto contatto con nove atleti di diverse discipline, ai quali ha dato la possibilità di usufruire, a seconda delle specifiche esigenze, di alcuni servizi (supporto nutrizionale, coaching e mental training, comunicazione) per sostenerli nel percorso di preparazione e qualificazione ai Giochi. “Oltre ai risultati in campo sportivo” ha spiegato Lorenza Guerra Seràgnoli, presidente di LGS SportLab, “abbiamo raggiunto l'obiettivo di dare massima visibilità ai nostri atleti sui media soprattutto nel periodo preolimpico, aumentando l’awareness di chi era già famoso e facendo conoscere chi era alla sua prima esperienza a cinque cerchi. In questo modo abbiamo costruito un’immagine forte e di grande impatto, molto interessante per gli sponsor”.

L’azione di LGS SportLab riguarda singoli atleti (al momento 20 per 9 discipline) e federazioni (pallavolo e scherma, in particolare). Non di meno, a partire dal marzo 2010, è stato anche creato l’LGS Junior Team, associazione senza scopo di lucro che mira a utilizzare lo sport e i suoi valori come motore di emancipazione, integrazione e reinserimento di bambini e ragazzi che vivono in condizioni di disagio economico e sociale.

“Per il nostro gruppo di sportivi stiamo organizzando delle sfide in diverse discipline” ha concluso la presidente, “In occasione del test match Italia vs.Nuova Zelanda di rugby, Valerio Aspromonte, medaglia d’oro nel fioretto a squadre a Londra 2012, ha incontrato Luke McAlister dei mitici All Blacks neozelandesi. I due si sono affrontati nei loro rispettivi sport, cimentandosi in prima nei calci piazzati e poi in alcuni assalti in pedana. Oggi, con i palleggi tra il duo Errani/Vinci e lo stesso Aspromonte, Tania Cagnotto, Amaurys Perez, Martina Grimaldi, Tommaso Rinaldi e Francesca Dallapè, abbiamo ripetuto quella esperienza, dimostrando come si possono creare dei momenti di spettacolo sportivo per far conoscere nuove discipline al pubblico e dare ulteriore visibilità agli atleti. E perché no, attivare uno scambio di esperienze utile per la crescita della persona oltre che dello sportivo”.

Tania Cagnotto palleggia al Forum di Assago
il Team LGS e al centro (felpa rossa) la tennista Ana Ivanovic

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