lunedì 22 ottobre 2012

Maria Sharapova, Lace Up Save Lives

Maria Sharapova per Lace Up Save Lives
Lunghissime codine bionde da bambina (cresciuta). Quasi non la si riconosce al primo momento. Poi nel finale del video promozionale di Lace Up Save Lives, il suo sorriso prende il volo e allora lo si ricollega subito a uno dei suoi tanti successi sui campi da tennis.  È proprio lei, la campionessa russa Maria Sharapova.

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter – web writer

Grazie al successo sulla terra rossa del Roland Garros, Masha ha chiuso il cerchio delle prove del Grande Slam entrando di diritto nel ristretto club delle Immortali capaci di centrare un simile traguardo.

L'immagine sovradescritta si riferisce al 2010, quando insieme a esimi colleghi di altre discipline come il cestista Kobe Bryant e vari calciatori tra cui Didier Drogba e Fabio Cannavaro, a ridosso dei Mondiali di calcio in Sudafrica, prese parte a una speciale campagna umanitaira promossa da (RED) e Nike.


Nello spot girato, ogni campione trova un utilizzo differente dei lacci rossi. Dal Black Mamba dei Los Angeles Lakers che ci ha costruito la rete del canestro e quando fa cadere la palla dentro, quella non passa e resta intrappolata, all’ex-difensore dell’Inter e della Nazionale Italiana, Marco Materazzi, che scherzando sulla sua fama di ruvido e duro, ha i lacci sulle mani a mo’ di protezione modello boxer.

Poi arriva il turno di Maria, che in principio la si vede utilizzare i Red Laces della campagna per sistemarsi i capelli, poi palleggiare con una palla fatta dei medesimi, quindi giocarci con le mani creando strane composizioni. Finale con una grassa risata nel vedere Bryant che, palleggiando due palloni, butta via disgustato quello non da pallacanestro.

M. Sharapova per Lace Up Save Lives
Sport e Business per tentare di arginare la piaga dell'AIDS. La campagna Lace Up Save Lives fu lanciata per raccogliere fondi per sostenere i programmi di educazione, prevenzione e assistenza sull'immenso continente africano. In prima linea c’era anche Bono, il cantante della rock band irlandese U2 cofondatore di (RED).

L’impegno congiunto della nota azienda di calzature e abbigliamento sportivo si è tradotta nella vendita dei lacci (NIKE)RED il cui intero ricavato è stato egualmente ripartito tra Fondo Mondiale per la Lotta contro l'AIDS, la Tubercolosi e la Malaria, e le iniziative legate al gioco del calcio rivolte alle comunità per aumentare l'educazione e la prevenzione all'HIV/AIDS.

Campioni e solidarietà. Molti li accusano di cercare riflettori e facili consensi. Sarà, eppure non tutti si prestano a simili campagne. Ed è grazie all’impegno di atleti come Maria Sharapova se qualcuno in qualche sperduto campo da tennis inizierà a prendere coscienza del dramma africano dove migliaia di uomini, donne e bambini muoiono ogni giorno di una tragica piaga. E nella voglia di scagliare un rovescio oltre la rete, nascerà così anche la sensibilità verso realtà più drammatiche. E nel loro domani ci sarà anche spazio per il futuro degli altri.

(RED) e Nike Lace Up Save Lives
Maria Sharapova per Lace Up Save Lives

Maria Sharapova per Lace Up Save Lives
Didier Drogba e Bono (U2) per Lace Up Save Lives
Maria Sharapova per Lace Up Save Lives

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