mercoledì 9 maggio 2012

Il solito eccessivo trionfalismo italiano

Maria Sharapova © Women Tennis
Giusto brindare ai successi, ma non saper leggere i valori diversi in campo può diventare controproducente. All'Italia manca ancora la capacità di non farsi prendere dall'eccessivo entusiasmo.

La settimana scorsa la bolognese Sara Errani ha centrato il terzo successo dell’anno. Considerando l’intera storia del tennis italiano, sicuramente è un’impresa. Ancor di più poiché bissata dal secondo torneo vinto in carriera da Andreas Seppi a Belgrado.

La Gazzetta dello Sport titolava la pagina dedicata al tennis, con “Un altro trionfo. Soltanto la n. 1 vince più di Sara”. Senza nulla volerle togliere di meriti, la tennista italiana ha vinto tornei minori dove non c’era traccia di nessuna delle prime 5 giocatrici al mondo o potenziali tali, quindi sono test che dovrebbero trovare il tempo che trovano.

Con questa logica dunque si dovrebbe dire che la Errani è meglio di Maria Sharapova? La potente giocatrice russa (n. 2 WTA) ha vinto solo sulla terra indoor di Stoccarda certo, e ha perso tre finali di di primissima categoria, a cominciare dalla prima prova del Grande Slam, gli Australian Open, quindi il BNP Paribas Open di Indian Wells e il Sony Ericsson Open di Miami, ma con avversarie imponenti. 

Tornei decisamente più importanti di Acapulco, Barcellona e Budapest che ha conquistato l'italiana. Sara ha tenuto bene contro Petra Kvitova sia agli Australian Open che di recente in Fed Cup, ma ha sempre perso. E nettamente. In due set. Neanche a farlo apposta, mentre sto scrivendo questo post, arriva la notizia che la Errani ha racimolato appena 1 game contro la polacca Agnieszka Radwanska, vincitrice a Miami. 

Azarenka, Sharapova, Kvitova sono attualmente di un'altra categoria.

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