lunedì 2 aprile 2012

Murray, così proprio non va

Andy Murray
I'm sorry, ma così proprio non ci siamo. All’ennesimo test della sua carriera, lo scozzese Andy Murray ha steccato ancora. Era arrivato in finale del Sony Ericsson Open di Miami dopo aver beneficiato del forfait di Rafael Nadal in semifinale. Un avversario che lo avrebbe potuto impegnare non poco, se non anche battere. Era più fresco del suo avversario, ma non c’è stato verso. È stato battuto dal numero 1 del mondo Novak Djokovic come era già successo nella semifinale d’Australia quest'anno, ma questa volta in modo più netto (61 76). Nemmeno al recente torneo ATP di Doha ha suonato un'altra musica, con il campione britannico capace di sconfiggere un falloso Djokovic in seminfinale per poi farsi piegare da un maestoso Roger Federer in finale. Ma se non è Roger, è Djoko o Rafa. Tra quei tre non riesce proprio a inserirsi. Non c’è nulla da fare. Gli manca qualcosa, è evidente. Tre finali perse su tre nel Grande Slam lanciano un segnale. Dopo la finale perduta contro Djokovic agli Australian Open 2011, ha sempre centrato la smeifinale: Roland Garros, Wimbledon, US Open e Australia. Un segnale che fa molto pensare e temere che Andy, alla soglia dei 25 anni, non abbia ancora raggiunto quella maturità sportiva (e forse agonistica) per competere con i migliori al mondo.

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